In questi giorni una delegazione italiana ai massimi livelli si è recata ad El Alamein per ricordare il sacrificio di tanti soldati italiani. Una delle svolte della Seconda Guerra Mondiale fu il controllo Alleato dell’Africa Settentrionale a cui seguì l’invasione dell’Italia e la sua uscita dal conflitto. Decisiva in questo senso furono le battaglie che si svolsero ad El Alamein. Questa località ebbe un ruolo di storica importanza nel corso della seconda guerra mondiale. Infatti essa costituiva il terminale nord di un corridoio est-ovest di circa 60 km di larghezza delimitato a sud dalla depressione di Qattara, che rappresentava un ostacolo impenetrabile ai mezzi militari. Questo corridoio era diventato un elemento essenziale della linea difensiva britannica in nordafrica e segnò il punto più lontano ad est di penetrazione delle forze italo-tedesche in Egitto.

La zona è stata teatro di due importanti battaglie:

  • la prima battaglia di El Alamein (1° luglio - 27 luglio 1942). Il 1º luglio Erwin Rommel attaccò la linea difensiva britannica che però resistette. Il giorno successivo il comandante britannico, il generale Claude Auchinleck, contrattaccò ma non ottenne successo. Si sviluppò quindi una situazione di stallo cui seguì una fase di logoramento fra attacchi e contrattacchi, nessuno dei quali decisivo, e che si protrasse fino alla fine di luglio senza nessun chiaro vincitore. Tuttavia, se sul campo Rommel non aveva perso, dal punto di vista strategico la fermata dell’offensiva delle truppe dell’Asse verso l’Egitto si può sicuramente giudicare come un successo britannico.

  • la seconda battaglia di El Alamein (23 ottobre - 4 novembre 1942). Il 23 ottobre 1942, le truppe britanniche, sotto il comando del generale Bernard Montgomery, sferrarono un poderoso attacco su El Alamein. Le forze di Rommel molto inferiori di numero, inizialmente riuscirono a contenere, seppure a stento, gli attacchi britannici. Nei giorni successivi, vi furono numerosi attacchi e contrattacchi che non portarono a risultati apprezzabili. Tuttavia, a seguito di tali attacchi e della estrema lunghezza delle linee logistiche italo-tedesche, le forze di Rommel si erano gravemente assottigliate, al punto che alla fine di ottobre la forza effettiva di carri a disposizione dell’Asse era ridotta a sole 102 unità.

La seconda fase dell’offensiva inglese si svolse lungo la costa. L’attacco iniziò il 2 novembre 1942. Il 3 novembre, Rommel disponeva ormai di soli 35 carri armati operativi e, nonostante riuscisse a contenere l’avanzata britannica, la pressione sulle sue truppe rese necessaria la ritirata. Il 4 novembre Rommel dovette ordinare il ritiro. Il 6 novembre le forze dell’Asse, non più in grado di opporre resistenza organizzata, iniziarono una ritirata che segnò una svolta della guerra. Winston Churchill commentò: “Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l’inizio della fine. Ma è forse la fine dell’inizio”.

 

 
 
 

 



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