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Il nostro passato è il nostro futuro. Uniti nel ricordo, per non dimenticare.

Domenica, 22 luglio, ricorrerà il 69^ anniversario dei bombardamenti anglo/americani sulla nostra città. L’estate del 1943, come i lettori ben sapranno e proprio quando sembrava che la guerra avesse lasciato indenne la nostra città da episodi di combattimenti cruenti, soprattutto per la popolazione civile, Foggia venne a trovarsi al “centro” dei piani dei futuri alleati che preparavano lo sbarco e l’invasione dell’Italia. La sua particolare situazione geografica e la presenza di diversi aeroporti militari, industrie chimiche e un nodo ferroviario di primaria importanza, decretarono la terribile decisione di bombardarla per annientare la resistenza tedesca e preparare il terreno alle truppe intanto sbarcate in Sicilia. E’ stata la tragedia più grande per la nostra terra dopo il terremoto, terribile, del 1731. Da maggio 1943 e sino a dopo l’8 settembre, data dell’armistizio, Foggia divenne il simbolo del martirio di una città e dei suoi abitanti. Insieme a Dresda, città tedesca e Cassino, fu la città più bombardata in assoluto. Dopo il 22 luglio e il 19 agosto 43 Foggia divenne una città fantasma. Oltre 20.000 morti dei quali più di 5.000 periti il solo 22 luglio nei sottopassaggi della stazione, ove avevano trovato rifugio, nella vana speranza di salvarsi, migliaia di inermi cittadini e ferrovieri, presi alla sprovvista dalle bombe e mitragliatrici dei bombardieri anglo americani. Purtroppo un treno cisterna fermo al primo binario venne colpito e il liquido infiammabile invase, incendiandosi, il sottopassaggio. Fu una carneficina. Negli stessi giorni mentre centinaia di bombardieri oscuravano il cielo di Foggia “vomitando” dal loro ventre di morte bombe e spezzoni incendiari, per procurare più danni possibili, altre centinaia di nostri concittadini, tra i quali tanti bambini, ragazzini e donne, venivano barbaramente e senza ragione mitragliati dai piloti che volavano a bassa quota, nella villa; sul viale della stazione e altrove. Omicidi, questi, sui quali mai nessuna commissione o tribunale ha mai indagato. Alla fine di agosto 43 oltre ai 20.000 morti Foggia era distrutta per il 75 % del suo patrimonio edilizio pubblico e privato. La città fantasma, come venne chiamata, non aveva più niente da “offrire” al nemico/amico!


In quei due mesi dell’estate 43 mentre a Foggia si moriva, un’altra tragedia, forse meno raccontata e conosciuta in molti dei suoi aspetti, si consumava: quella degli sfollati (in un dispaccio della Real Questura del 22 agosto del 1943, l’allora Questore, Dr Benigni, comunicò al Capo della Polizia che: “..in oltre 50.000 persone terrorizzate abbandonarono la città”) che a migliaia si muovevano, come vediamo oggi alla TV quando ci mostrano i filmati di quanti fuggono dai Paesi del terzo mondo, vittime di guerre e sopraffazioni, con le loro masserizie, bambini e anziani al seguito, su carretti di fortuna o a piedi; su qualche camion i più fortunati. Non avevano più nulla: abbandonavano Foggia e lasciavano le loro case distrutte; quelli che erano i loro affetti e spessissimo anche i loro congiunti appena uccisi dalle schegge piovute dal cielo. Si riversarono in massa nei Paesi della nostra Provincia che fu esemplare nella grande opera di accoglienza dei loro concittadini più sfortunati. L’amore e la solidarietà dimostrata verso i nuovi arrivati non ebbe pari e servì, se non altro, a dare un po’ di sollievo da tanta sofferenza. Anche tutti gli uffici pubblici, oramai distrutti, per ordine del Prefetto furono dislocati nei comuni della provincia. Rimasero a Foggia, in pratica, solo i comandi militari; carabinieri e nessun altro. Analoga sorte toccò al Sacro Tavolo della nostra protettrice che il vescovo Monsignor Farina, molto opportunamente e provvidenzialmente fece trasferire a San Marco in Lamis. Quando la situazione tornò alla normalità occorreva ricostruire tutto; ma prima di ogni cosa ridare ai foggiani che intanto tornavano in città un minimo essenziale di servizi e abitazioni che non fossero solo grotte, interrati e case fatiscenti. Memorabile resterà la lunga “lettera/memoria” scritta dall’Avv. Luigi SBANO primo Sindaco della Foggia libera, nominato il 30 settembre 1944 dal C.N.L. ed indirizzata all’allora Ministro della ricostruzione (Ruini) e nella quale si elencavano tutti i danni subiti e la gravissima situazione nella quale la nostra città era ridotta, richiedendosi l’intervento del Governo e gli aiuti economici.

Per tutto quello che Foggia subì nell’estate del 43, le sono state riconosciute le più alte onorificenze: La medaglia d’oro al valor civile, nel 1959 e quella al valor militare nel 2007-

Oggi, a quasi 70 anni (ricorrerà nel 2013) da quei tragici eventi è quanto mai importante recuperare la memoria storica di quei giorni per consegnarla alle nuove generazioni che poco e a volte anche in maniera distorta, conoscono del passato recente della loro città: di quello che subirono i loro nonni. Ma il “recupero” della memoria e la “trasmissione” del ricordo alle future generazioni, è un dovere morale e civico che abbiamo anche nei confronti dei pochi anziani purtroppo rimasti e che rappresentano gli ultimi testimoni della tragedia. E’ anche per questi motivi che dallo scorso mese di maggio, un gruppo di studiosi locali e appassionati della storia della loro città; semplici cittadini e anziani superstiti dai bombardamenti, hanno deciso di costituire un “Comitato per realizzare un monumento alle vittime dei bombardamenti del 43”. Un Comitato che, presieduto dal Dr Alberto Mangano, si propone di raccogliere fondi, sensibilizzare e far conoscere a tutte le componenti della cittadinanza: dalla scuola alle istituzioni pubbliche, alla chiesa, il tragico epilogo che la guerra ebbe per la nostra città.

Una città che ha dato, solo per i bombardamenti! oltre 20000 morti alla Patria, per tacere di tutti i patimenti materiali subiti, non può non “offrire” loro, almeno un monumento che ne celebri doverosamente il ricordo. La speranza di tutti è che il 22 luglio del prossimo anno, in occasione delle celebrazioni del 70^ anniversario, si possa dare alla cittadinanza l’annuncio che in tanti aspettano: quello della costruzione del monumento.

Intanto, Il 22 luglio di quest’anno, insieme alle manifestazioni programmate dall’amministrazione comunale e in accordo con la stessa, il Comitato offrirà alla città un “piccolo” museo storico di foto, video inediti, testimonianze e cimeli, presso la sala rosa del palazzetto dell’arte, aperta da venerdì a Domenica.

Dr Salvatore AIEZZA (Tesoriere del Comitato per la realizzazione di un monumento alle vittime dei bombardamenti del 43 a Foggia)

 

This entry was posted on venerdì, luglio 20th, 2012 at 08:44 and is filed under Memoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.


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