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Stanno svendendo la nostra storia, ma nessuno lo dice.

Gen 31st, 2014 Postato in Memoria | Commenti disabilitati su Stanno svendendo la nostra storia, ma nessuno lo dice.

verna banner grande La guerra si sa, oltre a spazzare via molte vite umane, purtroppo anche civili ed inermi, riduce ad un cumulo di macerie anche gli edifici storici, testimoni di molte vicissitudini perpetrate nel corso dei secoli, la città di Foggia, come ormai ben noto, fu una delle città italiane più attaccate dalla furia degli alleati per la conquista dell’Europa che fecero del capoluogo Dauno un avamposto importantissimo sia per la presa di Roma che per l’est europeo, da li partirono i voli per la povera città di Ploesti , in Romania, ridotta ad un cumulo di macerie, così anche per molte cittadine austriache e tedesche. Molte sono le storie dei piloti di stanza in provincia di Foggia, nei campi di volo ed addestramento, dai quali molti, giovanissimi, non fecero mai più ritorno. 931401_546424472070744_897423096_nAnche se le distruzioni furono imponenti, si calcola che il 78% degli edifici fu raso al suolo e un terzo della popolazione civile cadde sotto la furia dei bombardamenti e mitragliamenti, molti luoghi rimasero quasi miracolosamente illesi, soprattutto quelli di nuova costruzione, all’epoca, quelli di architettura fascista tuttora esistenti in città. Fanno da esempio il Palazzo degli Studi dell’attuale piazzale Italia, il Municipio, il palazzo degli Uffici, attuale sede del Catasto e molti altri anche di rilevanza storica particolare come la Cattedrale, molti palazzi privati del centro storico e palazzo Trifiletti, oggi ‘agonizzante’ e pericolante. Molti danni sono stati anche causati dall’incuria e dalla mala amministrazione degli anni del dopoguerra che, ha lasciato morire e ha abbandonato molti luoghi simbolo della storia foggiana. Si sono così verificati soprattutto negli anni ’60 abbattimenti di ruderi storici risalenti al periodo federiciano e la costruzione di ‘palazzoni’ e strutture poco attinenti al contesto in cui sono stati inseriti. Così ci accorgiamo facilmente degli interventi di urbanizzazione selvaggia soprattutto nel comparto  Arpi, basta alzare la testa durante una passeggiata per vedere un grazioso palazzo settecentesco affiancato da un grosso complesso edilizio che ha poco di storico e architettonico. Ritornando ai palazzi antichi, il suddetto palazzo Trifiletti, dopo ani di incuria ed abbandono totale ora sta collassando sotto il suo stesso peso, da anni ormai il tetto non esiste più, il grande portone è stato murato, all’interno solo sporcizia e rifiuti, la grande scalinata monumentale da spazio solo a porte divelte e rampicanti, lo stemma della famiglia partenopea Giovene, è ancora presente sulla volta del portone, ormai sbiadito e al buio totale da troppo tempo. Come se non bastasse, ormai sembra proprio l’epilogo, di recente una grossa voragine si è aperta all’ingresso, simbolo che il terreno sta cedendo e la struttura è ormai destinata al crollo. Altro esempio di storia strappata alla città è il Silos di via Manfredonia, inaugurato negli anni ’30 dal re Vittorio Emanuele in persona e riportato sulle cronache dell’epoca come il più grande e moderno Silos d’Europa, ora è un grosso rudere fatiscente che quasi mette timore a chi lo osserva, abbandonato al suo destino, con tutta probabilità sarà presto abbattuto per fare posto ad un albergo, un parcheggio e una struttura commerciale. Scelta abbastanza discutibile sia perché ormai Foggia non ha più un grande traffico di persone per via della chiusura dell’aeroporto ‘Gino Lisa’ e sia per lo spopolamento del nodo ferroviario che era il più importante d’Italia, svenduto a Bari. Si vuole abbattere un simbolo della nostra storia per un’operazione commerciale, immaginate di soggiornare in quell’area, da un lato i binari, dall’altro il cimitero, non credo sia il massimo del romanticismo, resta comunque l’idea personale di chi scrive. La guerra è ormai finita da 70 anni ma è in atto un nuovo conflitto, che non sgancia bombe e non mitraglia innocenti che scappano, è un’operazione che lascia dietro di se molte macerie, che mira a strappare la storia a un territorio che sembra aver dimenticato tanto e troppi avvenimenti, oggi ci sono ancora molti luoghi storici dei quali pochi ne conoscono l’esistenza e il significato, figuriamoci tra qualche anno, quando tutto sarà stato rimpiazzato, quanto sarà complicato divulgare la storia e conoscere il nostro passato.

 

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