Nell’inserto del sabato del Corriere della Sera del 7 febbraio, nella rubrica EST-OVEST di Franco Venturini vi è un bell’articolo su “I reduci del presidente” i piloti afro-americani del 332esimo Fighter Group di cui parliamo in un post precedente. Franco Venturini ricorda che Barack Obama si era già interessato di questi valorosi soldati riuscendo ad ottenere per i 300 piloti ancora in vita una medaglia al valor militare nel 2007. Barack Obama ha tutte le carter in regola per essere un grande presidente perchè ha capito quanto sia importante per una nazione e per un popolo il valore della memoria.

Su questo documento composto da due fogli (cliccare sopra per ingrandire) sono riportate tutte le missioni del 414th Bombardment Squadron del 97th Bombardment Group.. Sono presenti anche le date di tutti i bombardamenti su Foggia compreso quella del 22 luglio che non  compare in nessun altro documento alleato. La missione più citata nei documenti americani è il bombardamento sugli aeroporti di  Foggia del 25 agosto.



tuskGrppilotiNel 1944 a Ramitelli una località fra Lesina e Serracapriola venne realizzato dagli americani un aeroporto. In quella base , una delle tante della provincia di Foggia, fu operativo fino al 30 aprile 1945, il 332 Fighter Group della 15esima Forza Aerea americana. E’ poco noto che i piloti di quei caccia era tutti neri, gli unici di tutta la forza aerea americana. Fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale ai neri era praticamente impedito il prestigioso ruolo di pilota di caccia perchè erano ritenuti dai vertici militari “inferiori” come esseri umani. Durante la guerra nel 1942 venne fondato in via sperimentale il 332 Fighter Group che ebbe base prima in Africa e poi a Ramitelli, i risultati furono eccellenti i piloti neri si poterono vantare di non aver perso un solo bombardiere affidato alla loro scorta nelle numerose missioni svolte. Nonostante i brillanti risultati, superiori a quelli degli altri gruppi, a causa del razzismo  presente nell’ambiente, nessuno dei piloti ebbe la qualifica di “ace”, asso dell’aviazione in quanto le loro imprese vennero tenute sotto silenzio. Inoltre agli equipaggi dei bombardieri non venne rivelato che i caccia che li scortavano, e che loro tanto apprezzavano, erano guidati da piloti neri.  Comunque le loro imprese ed il loro sacrificio non servirono solo a vincere la guerra contro l’Asse perchè da allora si aprì la strada per i neri anche per i più alti gradi della Forze Armate aggiungendo un altro tassello sulla via dell’integrazione. Domani giorno storico per gli Stati Uniti verrà forse aggiunto l’ultimo tassello con l’elezione di un presidente nero, Barack Obama. Fra gli ospiti d’onore, come simbolo della conquistata integrazione, il neoeletto presidente ha voluto espressamente Montgomery uno dei piloti ancora viventi del 332 Fighter Group.



I recenti contrasti fra Gianfranco Fini e la Chiesa Cattolica sul tema delle leggi razziali dimostrano come in italia il dopoguerra non sia ancora finito. Il brusco passaggio dall’appoggio del fascismo alla sua caduta, dall’alleanza con la Germania alla guerra contro di essa, la presenza su 42 milioni di abitanti di 42 milioni di fascisti e 42 milioni di antifascisti come affermava un generale americano  hanno lasciato dei segni. E’ facile prevedere che gli studiosi continueranno ad occuparsi di quegli anni anche perché vi è oramai una specificità in negativo dell’Italia nell’ambito della nazione Europea che forse ha le sue radici in questo passato rimosso e confuso. Con questo sito-blog si vuole dare un contributo ad informare e fare chiarezza su quegli anni. Intanto riportiamo di seguito altre foto scaricate da Internet dell’aeroporto alleato di Lesina.

aerei all'aeroporto di Lesina
aerei all’aeroporto di Lesina

abitazioni dei militari all'aeroporto di lesina
abitazioni dei militari all’aeroporto di lesina

Interno dei locali del comando
Interno dei locali del comando

Nevicata
Nevicata

 

 



Solo ieri abbiamo saputo che Michele Valentino ci ha lasciati, un pensiero affettuoso va a lui ed alla sua famiglia. Michele Valentino ha regalato a questo sito una delle pagine più emozionanti ed interessanti durante un’intervista in cui ci ha stupito per la sua memoria eccezionale e la profondità di giudizio su eventi così complessi e controversi. Qui trovate la sua intervista



Sul bombardamento del 25 agosto vi è questa pagina del sito dell’85th Fighter Group

Dal sito del generale Richard C. Catledge che pilotava un P38 il 25 agosto 1943 nel 71esimo squadrone del 1 gruppo caccia

A Very Good Day!

“On 25 August our Group rendezvoused with the other two P-38 Groups at a point over the water just north of Sicily. We all were flying at minimum altitude over the water. We proceeded at minimum altitude, with Groups in trail, and crossed the Italian peninsula down south, around the ankle of the so-called Boot. We all had dropped our external fuel tanks before crossing the coast of Italy. As we skimmed over the hills, and fields, there were people working in the fields, and they all stopped, looked up, and waved. I’m sure they didn’t know we were U.S. aircraft. We crossed over Italy and flew over the Adriatic Sea. As soon as we crossed the coast we turned parallel with, and just off, the Adriatic Coast of Italy, and headed north, still in trail. Colonel George McNichols, Commander of the 82nd Group, was leading this entire effort. Our Group Commander, Colonel Garman Mediterranean, didn’t make the mission. As we flew up the coast, we flew over many small boats and a few small ships. Every P-38 pilot that passed near them fired at those that fired at us. At a pre-determined point, Colonel McNichols gave the signals for all P-38s to make a 90-degree turn in place. This maneuver now had us all line abreast as we crossed the coast, and were immediately over the enemy airfields. This raid was against all the German satellite airfields around Foggia, Italy, with several hundred German aircraft on the airfields. WE HAD A FIELD DAY! Aircraft, hangers, equipment, and people were all over the place. We’re at tree top level, and had managed complete surprise. I fired at so many aircraft, and things on the ground that I ran out of ammo. We were briefed to make only one pass, and to continue on across Italy at low level and return to Africa. I later learned that our three P-38 Groups had a confirmed total of 150 enemy aircraft destroyed on the ground! A very good day!”

“il 25 Agosto, il nostro gruppo si incontrò con gli altri due gruppi P-38 a nord delle coste della Sicilia. Stavamo volando tutti a quota molto bassa

sull’acqua. Procedemmo, con i gruppi in scia, e attraversammo la penisola italiana da sud,all’incirca all’altezza della caviglia del cosiddetto stivale.

Intanto avevamo sganciato i nostrri serbatoi di combustibile esterni prima di attraversare la costa. Appena passammo sulle colline, le persone che lavoravano nei campi si fermarono e

guardarono in alto. Sono sicuro che non sapevano che eravamo americani. Attraversammo l’Italia e volammo sul Mare Adriatico. Appena attraversammo la costa, eravamo in posizione parallela

all’Italia. Il colonnello George McNichols, comandante dell’82° gruppo, stava conducendo quest’operazione. Il nostro comandante, il colonnello Mediterranean di Garman, non partecipò alla missione.

Mentre volavamo sulla costa, passammo vicino ad alcune barche che ci spararono contro, e noi prontamente rispondemmo. Ad un certo punto, il colonnello McNichols fece virare di 90° il gruppo P-38.

Così, ci trovammo tutti affiancati e ci dirigevamo verso un vicino campo nemico. Questa incursione era contro tutti i campi di aviazione tedeschi che erano a Foggia. Volammo a livello degli alberi,

li avevamo colti completamente di sorpresa. Io sparai ad un aereo, e a molti oggetti, tanto che avevo finito le munizioni. Successivamente ci riunimmo per effettuare un passaggio di controllo, per poi continuare sull’Italia

e ritornare in Africa. Mi dissero poi, che avevamo distrutto circa 150 aerei nemici!

Un giorno molto buono!



Il signor Giuseppe, mentre svolgeva una normale giornata di lavoro, si vide coinvolto in un massiccio bombardamento anglo-americano avente come obiettivo la distruzione di un convoglio ferroviario che trasportava carburante per gli aerei da guerra. Nel caos e nell’agitazione, vide molti colleghi trovare riparo nei sottopassaggi ferroviari che si rivelarono poi fatali per la loro sorte. Invece il signor Giuseppe vide come unica salvezza la fuga verso i binari, che si trasformò in una corsa disperata verso la periferia della città. La fuga terminò quando davanti ai suoi occhi comparve il mare. Era giunto stremato nel Golfo di Manfredonia. Intanto nella ferrovia di Foggia si consumava una terribile tragedia poiché il carburante fuoriuscito dalle cisterne, scivolò nei sottopassaggi ed incendiandosi provocò la morte della maggior parte dei suoi colleghi. La signora Antonietta, moglie del “fortunato ferroviere”, terminata l’ondata dei bombardamenti si recò immediatamente sul luogo di lavoro del marito, con la speranza di trovarlo. Ma la scena che si presentò ai suoi occhi fu terribile: le salme di quegli eroici funzionari erano irriconoscibili. La disperazione la spinse a ricercare il proprio marito guardando nei volti dei tanti cadaveri bruciati. Trascorsi tre giorni, le speranze di ritrovarlo vivo erano ormai quasi terminate. Ma proprio quando il desiderio di rivederlo era finito, ecco che ritornò distrutto ed affaticato, inconsapevole di ciò che era accaduto ai suoi colleghi. Il signor Giuseppe racconta che ha dovuto giustificare l’abbandono del posto di lavoro in quel giorno. La felicità di essere rimasto in vita, non hanno colmato la tristezza di aver visto scolpiti i nomi dei suoi amici in quella che oggi è la lapide dei valorosi caduti in guerra.

Il pronao della villa dopo i bombardamenti

Il pronao della villa dopo i bombardamenti

 

 



In questi giorni una delegazione italiana ai massimi livelli si è recata ad El Alamein per ricordare il sacrificio di tanti soldati italiani. Una delle svolte della Seconda Guerra Mondiale fu il controllo Alleato dell’Africa Settentrionale a cui seguì l’invasione dell’Italia e la sua uscita dal conflitto. Decisiva in questo senso furono le battaglie che si svolsero ad El Alamein. Questa località ebbe un ruolo di storica importanza nel corso della seconda guerra mondiale. Infatti essa costituiva il terminale nord di un corridoio est-ovest di circa 60 km di larghezza delimitato a sud dalla depressione di Qattara, che rappresentava un ostacolo impenetrabile ai mezzi militari. Questo corridoio era diventato un elemento essenziale della linea difensiva britannica in nordafrica e segnò il punto più lontano ad est di penetrazione delle forze italo-tedesche in Egitto.

La zona è stata teatro di due importanti battaglie:

  • la prima battaglia di El Alamein (1° luglio - 27 luglio 1942). Il 1º luglio Erwin Rommel attaccò la linea difensiva britannica che però resistette. Il giorno successivo il comandante britannico, il generale Claude Auchinleck, contrattaccò ma non ottenne successo. Si sviluppò quindi una situazione di stallo cui seguì una fase di logoramento fra attacchi e contrattacchi, nessuno dei quali decisivo, e che si protrasse fino alla fine di luglio senza nessun chiaro vincitore. Tuttavia, se sul campo Rommel non aveva perso, dal punto di vista strategico la fermata dell’offensiva delle truppe dell’Asse verso l’Egitto si può sicuramente giudicare come un successo britannico.

  • la seconda battaglia di El Alamein (23 ottobre - 4 novembre 1942). Il 23 ottobre 1942, le truppe britanniche, sotto il comando del generale Bernard Montgomery, sferrarono un poderoso attacco su El Alamein. Le forze di Rommel molto inferiori di numero, inizialmente riuscirono a contenere, seppure a stento, gli attacchi britannici. Nei giorni successivi, vi furono numerosi attacchi e contrattacchi che non portarono a risultati apprezzabili. Tuttavia, a seguito di tali attacchi e della estrema lunghezza delle linee logistiche italo-tedesche, le forze di Rommel si erano gravemente assottigliate, al punto che alla fine di ottobre la forza effettiva di carri a disposizione dell’Asse era ridotta a sole 102 unità.

La seconda fase dell’offensiva inglese si svolse lungo la costa. L’attacco iniziò il 2 novembre 1942. Il 3 novembre, Rommel disponeva ormai di soli 35 carri armati operativi e, nonostante riuscisse a contenere l’avanzata britannica, la pressione sulle sue truppe rese necessaria la ritirata. Il 4 novembre Rommel dovette ordinare il ritiro. Il 6 novembre le forze dell’Asse, non più in grado di opporre resistenza organizzata, iniziarono una ritirata che segnò una svolta della guerra. Winston Churchill commentò: “Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l’inizio della fine. Ma è forse la fine dell’inizio”.

 

 
 
 

 




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