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Celebrazioni & Disinformazione

Lug 23rd, 2011 Postato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Celebrazioni & Disinformazione

Auditorium Santa Chiara

Come ampiamente spiegato su questo sito, ieri ricorreva il 68° anniversario dei bombardamenti sulla città di Foggia. Davvero poca è stata l’informazione sia sugli avvenimenti che ai più giovani purtroppo spesso sono oscuri e sia sulle celebrazioni e sul programma della giornata. La disinformazione continua poichè all’indomani sono davvero pochissimi gli articoli dedicati alla questione e nessuna Tv locale era presente alla presentazione del libro di Alfonso De Santis “Foggia città martire”, una ricca e completa raccolta ti testimonianze foto e documenti dell’epoca. Erano presenti il sindaco, ing. Mongelli, due ex sindaci della nostra città, il presidente della provincia di Foggia e l’autore del volume. Come già detto in altre occasioni, questo sito non nasce per uno scopo politico, ma per raccontare quei tragici eventi dalla parte dei cittadini, più che una semplice raccolta di articoli, l’idea è quella di creare una raccolta di emozioni delle quali non possiamo perdere memoria. In questa occasione però, mi sento di esprimere un parere che può essere condivisibile o meno, e che voglio che vada al di là del giudizio politico. All’Auditorium santa Chiara, si è tenuto un vero e proprio comizio “elettorale”, si è parlato di tutto, anzi di troppo, spesso sorvolando il libro e la giornata stessa, andando oltre, parlando di argomenti da campagna elettorale, ovvero cosa si è fatto e cosa si deve fare, complimentandosi tra loro per il “grande lavoro svolto” (parole a mio avviso discutibili) e tanti altri argomenti spaziando dalla società, ai giardini fino all’economia, (solo i politici sono in grado di parlare per ore senza dire nulla!)  il tutto accennando solo di tanto in tanto il contenuto del testo in esame. L’anziano e impaziente autore, De Santis, ha atteso per poco più di un’ora il momento di prendere la parola, che gli è stata concessa solo dopo aver sottolineato i suoi intenti al sindaco, quando ormai la scarna platea stava per lasciare la sala poichè era stata decretata la fine dell’intervento.

Terminata la “presentazione” del libro, del quale non vi saprei parlare perchè come detto, di tutto si è parlato tranne che delle memorie di De Santis, il prossimo appuntamento era in Villa comunale. Gli amici delle Domenica, come spiegato in un articolo di Flora Bozza su questo blog, hanno organizzato l’inaugurazione di due stele commemorative, una dedicata a Padre Odorico Tempesta e l’altra al Dott. Diego De Mita. Il cantautore foggia Gianni Pellegrini ha interpretato la sua ballata, “Cento giornate foggiane”, alcuni degli Amici della Domenica, hanno proposto il loro intervento, il tutto si è concluso con l’inaugurazione da parte del sindaco e successiva benedizione delle due stele. Pubblico il video di quel momento e le foto scattate durante gli interventi anche se la qualità non è ottima.

inaugurazione stele commemorative villa comunale foggia

 

 

 

 

Due stele per ricordare: questa l’iniziativa de Gli Amici della domenica.

Lug 22nd, 2011 Postato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Due stele per ricordare: questa l’iniziativa de Gli Amici della domenica.

La stele in memoria del Dott. De Mita

Nel sessantottesimo anniversario di uno dei giorni più tragici della storia di Foggia, oggi 22 luglio alle ore 20,00. all’ingresso della villa comunale, gli Amici della domenica inaugureranno due stele commemorative dedicate a due protagonisti, campioni di solidarietà e di carità, della vita cittadina dell’estate 1943: Padre Odorico Tempesta, francescano, ed il dott. Diego De Mita.
Entrambi, in una Foggia trasformata in un cimitero dal fuoco alleato, dove, come raccontano i sopravvissuti e le testimonianze, si camminava sui morti, soccorrevano feriti ed moribondi, e Padre Odorico Tempesta dava ai cadaveri e agli agonizzanti un’ultima benedizione. La scelta è stata fatta seguendo due direttrici di pensiero. La prima, avente come nucleo il tratto caratteriale distintivo degli Amici della domenica, la solidarietà etica ed urbana, vuole, mediante il richiamo alla memoria di persone che hanno incarnato i valori di senso civico, donarsi agli altri, uniti, soprattutto nel caso del Frate Minore Odorico Tempesta, alla fede religiosa, indurre i foggiani a delle serie e profonde riflessioni sulla deriva pericolosa della nostra città e spingerli a diventare cittadini consapevoli che Foggia non è un’entità astratta, ma l’insieme dei suoi abitanti.
La seconda direttrice di pensiero si fonda, essenzialmente, su ragioni storiche. Ancora ignote sono, infatti, molte delle cause, oltre alla questione dell’importanza strategica del nostro snodo ferroviario, per cui gli anglo-americani volessero rendere Foggia una necropoli.

La stele in memoria di Padre Odorico Tempesta

Questo il programma della serata: Cesare Rizzi, fondatore degli Amici della domenica, dopo i saluti rituali, illustrerà l’iniziativa ed annuncerà la costituzione di un comitato per la realizzazione di un monumento a tutti i civili caduti durante il secondo conflitto planetario ed il progetto di un convegno settembrino, in cui oltre ad analizzare la figura dei due campioni di solidarietà e carità indigeni, saranno studiati i motivi della centralità di Foggia tra i bersagli alleati. Seguiranno l’intervento del sindaco, ing. Gianni Mongielli ed una Paraliturgia cattolica presieduta da Padre Pietro Carfagna, Ministro provinciale dei Frati minori di Puglia e Molise.
Inframezzeranno l’inaugurazione alcune, brevi, letture di passi estrapolati dagli scritti del dott. Diego De Mita e di Padre Odorico Tempesta, autore del libro “Foggia nelle ore della sua tragedia”.
Concluderanno la manifestazione l’ascolto di una poesia di Raffaele De Seneen, di una pagina dello storico locale, Alberto Mangano, e della canzone, famosa a livello nazionale, “Cento giornate foggiane” scritta e musicata da Gianni Pellegrini. Un momento di convivialità metterà la parola fine all’inaugurazione, che è stata possibile realizzare grazie al concorso di molte forze, tra cui, soprattutto, l’Amministrazione comunale nella persona dell’ing. Vinicio di Gioia, assessore ai lavori pubblici e l’Impresa Graniero per la professionalità e la tempestività nell’eseguire i lavori per la collocazione delle stele.

 

Flora Bozza

Foggia, li 22 luglio 2011

De Mita e Tempesta: bagliori di vita in una città di morti.

Lug 22nd, 2011 Postato in Senza categoria | Commenti disabilitati su De Mita e Tempesta: bagliori di vita in una città di morti.

De Mita e Tempesta: bagliori di vita in una città di morti.

Dott. De Mita

Il dott. Diego de Mita è nato a Foggia il 1° gennaio 1894, nell’anno in cui Umberto Giordano cominciava a comporre l’Andrea Chénier e Guglielmo Marconi iniziava gli esperimenti scientifici, che avrebbero, poi, condotto all’invenzione del telegrafo senza fili, ed è morto nella sua città natale il 25 maggio 1966, mentre l’on. Aldo Moro era Presidente del Consiglio e dieci giorno dopo la conquista del 12° scudetto da parte dell’Inter. Unico medico condotto di Foggia nella sanguinosa estate 1943, si prodigò nel soccorrere i feriti fra le macerie e nell’aiutare a seppellire dignitosamente le migliaia di vittime. In più di un’occasione, unitamente a Padre Tempesta, si finse morto, accovacciandosi tra i cadaveri, mentre gli aerei da mitragliamento, volando raso terra miravano gli obiettivi civili a vista.
E’ stato insignito di medaglia d’oro con pergamena insieme a tutti quelli che si prodigarono nel prestare soccorso ai feriti, dall’Amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Graziani.
“Era il classico medico di un tempo. Nel suo ambulatorio, infatti, interveniva con punti di sutura, gesso, piccoli interventi chirurgici, parti ed in assenza di diagnostica curava i pazienti in maniera efficace, al tal punto da essere denominato il “medico della polmonite”.
Già Presidente dell’Ordine dei Medici per diversi anni, è stato medico condotto, medico delle ferrovie, medico delle carceri, medico dei vigili del fuoco, medico dell’ospizio “Maria Grazia Barone”, medico della mutua. Apriva il suo studio alle 5 del mattino per concludere la sua giornata lavorativa nel pomeriggio inoltrato. Aveva una personalità forte, ma di indole era generoso ed altruista, schivo da onori e riconoscimenti.”
Queste le parole del dott. Massimo Mazza, in ricordo del nonno dott. Diego De Mita.
Padre Odorico Tempesta, invece, è nato a Bitonto nel 1912 mentre, a Bologna, moriva Giovanni Pascoli e l’Italia occupava il Dodecanneso,ed è morto, novantenne, nel febbraio 2003.
“Superiore in diversi conventi, Segretario provinciale, docente di teologia dogmatica, Padre Odorico è stato anche insignito di diversi riconoscimenti letterari. A Foggia nel 1943, prestò soccorso a migliaia di persone organizzando una vera e propria “missione” come quelle che oggi Gino Strada allestisce in Afghanistan con Emergency” (Filippo Santigliano, Addio a Padre Odorico Tempesta. Organizzò i bombardamenti del ’43, Gazzetta del Mezzogiorno 8/2/2003)
“La sua (di Padre Odorico Tempesta ndr.) sensibilità verso la cultura e la storia locale…A lui si deve la riapertura del convento valenzanese nel 1946, dopo oltre ottanta anni di chiusura. .” (Tonio De Nicolò, corrispondente GdM per Il Valentiniano, Montréal, gennaio – marzo 2003 )
Queste due delle testimonianze giornalistiche, immediatamente successive alla morte, sulla vita intensa, vivace, da filantropo, ma lontana dai riflettori del “fraticello del ‘43”.
Consiglio la lettura del libro, Foggia nelle ore della sua tragedia, scritto da Padre Odorico Tempesta, a quanti volessero approfondire la conoscenza dei drammatici mesi dell’estate 1943.

Flora Bozza
Foggia, li 22 luglio 2011

 

68° anniversario dei bombardamenti, Pepe:”Una memoria che sia strumento di giustizia e di coesione nazionale “

Lug 22nd, 2011 Postato in Memoria | Commenti disabilitati su 68° anniversario dei bombardamenti, Pepe:”Una memoria che sia strumento di giustizia e di coesione nazionale “

Foggia – “L’ANNIVERSARIO dei 150 anni dell’Unità d’Italia rende la sessantottesima ricorrenza dei bombardamenti sulla città di Foggia dell’estate 1943 pregna di significati che vanno al di là della semplice commemorazione di migliaia di concittadini caduti sotto il fuoco delle truppe alleate”. E’ la riflessione del presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe alla vigilia del 22 luglio, una data tragica per il capoluogo dauno che fu martoriato dall’aviazione anglo-americana al punto di contare, alla fine del secondo conflitto mondiale, più di ventimila vittime civili.

“L’Unità d’Italia si lega indissolubilmente al sacrificio e al sangue versato dei tanti foggiani che perirono in quei giorni drammatici. Il prezzo pagato – prosegue Antonio Pepe – fu elevatissimo sia in termini di vite umane sia in termini di distruzione della città. Un sacrificio non vano, tuttavia e che negli anni è stato riconosciuto con l’attribuzione delle medaglie d’oro al valore civile e militare e che ancora oggi è oggetto di studi e di resoconti editoriali da parte di coloro i quali conservano impressa nella memoria quell’estate del 1943. Proprio la memoria – conclude Pepe – è il valore di cui noi tutti, oggi, siamo chiamati ad essere portatori nei confronti delle giovani e future generazioni. Una memoria che sia strumento di giustizia e di coesione nazionale e non più occasione di divisione e contrapposizione come, troppe volte ancora in Italia, accade quando si parla di storia. L’anniversario dei bombardamenti su Foggia del 1943 è, quest’anno, l’occasione per stringerci ancor più saldamente nel ricordo dei nostri concittadini caduti il cui sacrificio ci ha resi uomini e donne liberi permettendoci di vivere in uno Stato democratico”.

Di seguito il programma della giornata:

Ore 11.00 Cerimonia commemorativa e deposizione delle corone al Monumento ai Caduti in Piazza Italia
Ore 11.30 Cerimonia commemorativa e deposizione delle corone alla Lapide ai Caduti nella Stazione ferroviaria
Ore 12.00 Rintocchi della Torre Campanaria del Comune in ricordo dell’incursione aerea del 22 luglio 1943
Ore 12.15 Santa Messa presso la Basilica di San Giovanni Battista celebrata dall’Arcivescovo Metropolita Mons. Tamburino
Ore 19.00 Presentazione del libro “Foggia città martire” di A. De Santis presso l’Auditorium Santa Chiara
Ore 20.00 Cerimonia di inaugurazione delle stele commemorative in memoria di Padre O. Tempesta e del dott. D. de Mita all’interno della Villa Comunale “Karol Wojtyla”
Ore 21.00 Concerto lirico-sinfonico dell’Orchestra Liberopensare diretta dal M° Marco Maria Lacasella presso il Chiostro di Santa Chiara.

tratto da www.statoquotidiano.it

“Cento giornate foggiane” alla vigilia del 68° anniversario

Lug 21st, 2011 Postato in Documenti filmati, Memoria, Storie | Commenti disabilitati su “Cento giornate foggiane” alla vigilia del 68° anniversario

Domani ricorrerà il 68° anniversario dei bombardamenti sulla città di Foggia. La gentile Chiarastella Fatigato mi ha segnalato questa canzone…”Cento giornate foggiane” scritta e interpretata da Gianni Pellegrini. Sarà cantata domani alla Villa Comunale di Foggia in occasione dell’inaugurazione di due stele commemorative. La serata inizierà alle ore 20.00.

Di seguito il testo e poi il video….

Quella scena del Quarantatré
una storia vissuta d’estate
quella solita paglia bruciava
il sole spaccava le strade
gonne sozze, mercati, bambini
un’arsura nordafricana
ci mancavano due minareti
era classica vita foggiana

e la guerra soltanto via radio
nessuno se l’aspettava
che spuntasse da dietro quel sole
la bomba che il cielo sporcava
“cari foggiani tenete duro
sono pieno di cordoglio
continuerete per poco lo giuro
ve lo assicura Pietro Badoglio”

“No marescialle, non si ‘ngarrate
vine nu poco a’lluscià
barracca mije l’anne bumbardate
m’anno già acciso a mammà e papà
ne marescialle non si’ arruate
si’ ù capemaste quann’è parlà
quanno i padrune cumannano a guerra
stanno acciungate pe veve e magnà”

[TRADUZIONE STROFA IN DIALETTO
“no, maresciallo, non hai indovinato
vieni un poco a guardare
hanno bombardato la mia povera casa
hanno già ucciso mia madre e mio padre
eh, maresciallo, non sei arrivato
sei sempre il migliore quando c’è da parlare
quando i padroni comandano ‘guerra’
stanno seduti per bere e mangiare”]

Gli Alleati giocavano pure
solo una ricognizione
si, delle volte giocavano pure
ma guaivano le sirene
quando invece non si scherzava
ti piombavano addosso dai cieli
sinfonia che mortale cadeva
bruciava le case e le mani

una scritta sull’unico muro
“taci, il nemico t’ascolta”
per il resto soltanto macerie
e ti giochi la vita ogni volta
e le grandi difese dell’asse
lottavano assai virilmente
rispondevano al fuoco nemico
con la fionda naturalmente

ma finite le cento giornate
a cantar quello sterminio
sulla Foggia coventrizzata
la campana del municipio

[parlato]
non sono rossi, non sono neri
sono civili con pochi pensieri
questi morti nessuno li brama
perché li uccise la bomba americana