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FOGGIA IN GUERRA:1940-1943

Ott 13th, 2008 Postato in | no comment »
10 giugno 1940. In piazza 20 settembre i foggiani ascoltanol la dichiarazione di guerra

10 giugno 1940. In piazza 20 settembre i foggiani ascoltanol la dichiarazione di guerra

Per i primi tre anni la guerra coinvolge relativamente la città di Foggia. Il segno più evidente della guerra è la presenza delle truppe tedesche che controllano gli aeroporti. Durante la seconda guerra mondiale crebbe l’importanza strategica di Foggia dal punto di vista delle installazioni aeroportuali. La guerra in Grecia ed Albania e la successiva invasione dei balcani da parte delle forze armate tedesche pose la Capitanata in primo piano nella funzione di base d’appoggio per le operazioni belliche. In poco tempo gli aeroporti si moltiplicarono arrivando, comprendendo anche le piste di atterraggio, ad una trentina. I tedeschi utilizzano oltre ai campi d’aviazione anche dei poligoni di tiro. I poligoni di tiro in servizio all’aeroporto di Foggia erano:

Manfredonia per tiri di caduta in volo normale

Monte Aquilone per tiri di caduta in picchiata

Torre Rivoli: per tiri di lancio in picchiata

Vallone Malpasso: per tiri a terra con armi da lancio

Questi siti verranno utilizzati anche per realizzare armi sperimentali come l’HS 293 ed il Fritz-X, la prima bomba radiocomandata ad essere utilizzata in modo efficace. Il nome in tedesco era Ruhrstahl SD 1400, era un missile aria-superficie antinave, la sigla era l’acronimo di Splitterbombe Dickwandig, bomba a frammentazione a parete spessa con 1400 kg di esplosivo. La bomba aveva bisogno d’essere sperimentata con lanci da altezze elevate in un luogo dal clima favorevole ed il team di tecnici guidato dallo scienziato Max Kramer si recò a Foggia e nel giro di un mese risolse tutti i problemi. Nella primavera del 1943 con la preparazione di aerei adeguati per il lancio la nuova arma era completamente operativa. Purtroppo l’utilizzazione più famosa della bomba Fritz X fu proprio contro una nave italiana, la corazzata Roma,  che venne affondata mentre cercava, con altre unità che vennero danneggiate, di riparare a Malta il 9 di settembre, morirono 1235 uomini con tutto lo stato maggiore. Il 27 settembre quando le prime forze alleate arrivarono nell’aereoporto di Foggia trovarono anche tutti gli studi dettagliati delle due bombe insieme a vari componenti. 

fritz x
fritz x

Base tedesca a Foggia bombardata
Base tedesca a Foggia bombardata

All’inizio del 1943  la II Guerra Mondiale stava volgendo decisamente a favore delle forze Alleate.
In Africa Settentrionale gli Inglesi, sotto il comando di Montgomery, dopo la vittoria di El Alamein si apprestavano ad invadere la Sicilia per avere il controllo completo del Mediterraneo. Sulle successive operazioni però non vi era unità di vedute. Winston Churchill premeva affinchè dopo la Sicilia si procedesse all’invasione dell’Italia per costringerla alla resa ritenendola l’anello debole dello schieramento nemico. Gli americani invece erano dell’opinione che dopo la Sicilia bisognasse invadere la Sardegna e poi la Francia meridionale per agevolare l’invasione della Francia da nord da realizzare mediante un massiccio sbarco.  Vi era inoltre una terza ipotesi che prevedeva l’invasione dell’Italia attraverso l’Adriatico ed i Balcani. Con queste  opzioni nel cassetto si procedette  alla conquista di Lampedusa e Pantelleria seguita da quella della Sicilia il 10 luglio (Operazione Husky). Davanti alla facilità delle operazioni, il 16 luglio, gli Alleati decisero senza indugio di procedere all’invasione dell’Italia. Venne seguita la strategia proposta dal generale Marshall che pose come primo obiettivo il controllo dell’asse Napoli-Foggia. Lo scopo era quello di assicurare alle forze alleate l’utilizzo del porto di Napoli e del nodo ferroviario e degli oltre trenta aereoporti  della zona di Foggia in mano alle forze armate tedesche. Comincia così la campagna “Napoli-Foggia” nei siti americani “campaign Naples-Foggia” . Il destino di Foggia è segnato: per la sua importanza strategica verrà prima distrutta e poi utilizzata nel prosieguo del conflitto. Intanto il 28 maggio era già avvenuta la prima rilevante incursione aerea sull’aeroporto Gino Lisa posto alla periferia della città.