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La tragica estate del 1943, conferenza al ‘Pascal’ di Foggia

Apr 30th, 2013 Postato in Iniziative | Commenti disabilitati su La tragica estate del 1943, conferenza al ‘Pascal’ di Foggia

DSC031941Si e’ tenuto, sabato 27 aprile, presso l‘Istituto Tecnico ‘B.
Pascal’ di Foggia, l’incontro dal titolo ‘La tragica estate
del ‘43’ che rientra nell’ambito del ciclo di eventi ‘La
banalita’ del male’. Presenti alla conferenza le classi V
dell’istituto, hanno portato i saluti e una breve introduzione la
prof.ssa Patrizia Fusilli e il prof. Leo Rotundo, ideatore del sito internet  “Foggia
in Guerra”.
Gli interventi sono stati del dott. Carmine de Leo, ispettore on.rio per il
Ministero per i Beni e le attivita’ Culturali, nonche’
giornalista, scrittore ed autore di numerosi testi sulla storia della
citta’ di Foggia, che in veste di storico ha illustrato alla platea
alcune immagini e documenti inediti del periodo bellico che colpi la
nostra provincia e soprattutto il capoluogo Dauno. Il racconto di de Leo
si avvale di numerose fonti, soprattutto locali, consultabili da tutti i
cittadini e i ricercatori per chiarire un quadro ancora oscuro a molti su
quale fu l’impatto della guerra e dei bombardamenti sulla popolazione
civile.
Causa problemi di salute, il geom. Arcangelo Gabaldi che doveva essere
presente all’evento in qualita’ di testimone oculare in quanto
impiegato al Comune di Foggia nell’estate del 1943, ha rilasciato una
video intervista al prof. Rotundo che e’ stata trasmessa durante la
conferenza.
In conclusione, l’intervento di Vincenzo Saponaro, giovane ricercatore
storico e amministratore del sito “Foggia in Guerra”, studente di ingegneria
presso il Politecnico di Bari, Saponaro ha commentato, dopo una breve
premessa storica, le immagini relative alle distruzioni in citta’ e
soffermandosi sui protagonisti dell’occupazione alleata ha citato, tra
gli altri il M° Rico Garofalo, musicista, Madleine Carroll, attrice
americana e responsabile della Croce Rossa americana e Padre Odorico
Tempesta, frate che porto’ soccorso sia fisico che morale ai
superstiti. Dal passato al presente, molto suggestiva la foto di Foggia
negli anni ‘60, molto piu’ pulita e ordinata di quella odierna e
la questione Palazzo Trifiletti, spiegando di come si e’ arrivati ad
indire una petizione per la riqualificazione.

La tragica estate del ’43, conferenza mutimediale al ‘Pascal’.

Apr 22nd, 2013 Postato in Iniziative, Memoria | Commenti disabilitati su La tragica estate del ’43, conferenza mutimediale al ‘Pascal’.

164288_543317599048098_1414222382_nNell’ambito delle iniziative dell’istituto I.T.C. ‘Blaise Pascal’, dal titolo ‘Sul filo della memoria, la banalità del male’, Carmine de Leo, ricercatore storico, giornalista e scrittore, nonché ispettore onorario per il Ministero per i Beni e le attività Culturali, Vincenzo Saponaro, giovane studente di ingegneria al Politecnico di Bari ed ex alunno, appassionato di storia locale, ricercatore ed amministratore del sito web ‘Foggia in Guerra’ aggregatore di notizie storiche sul ruolo che Foggia ricoprì durante il secondo conflitto mondiale. Raccogliendo oltre diecimila foto, documenti e testimonianze è il primo sito storico dedicato all’argomento. Interverrà il geom. Arcangelo Gabaldi, impiegato presso il comune di Foggia nel 1943 e testimone oculare dei tragici fatti di quell’estate di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario, prenderanno parte alla conferenza il 27 aprile 2013 a partire dalle ore 11.30 presso la biblioteca ‘E. Springer’ della scuola superiore ‘B. Pascal’ di Foggia.

La città di Foggia a 70 anni di distanza dai tragici bombardamenti che rasero al suolo gran parte degli edifici e spensero numerose vite innocenti, ricorda questo avvenimento di cui soprattutto i giovani conoscono ben poco. I segni della guerra sono presenti ancora oggi, molte ferite non sono mai state risanate, gli anziani hanno ancora il terrore negli occhi per quello che hanno visto e le giovani generazioni hanno il compito di portare avanti la memoria storica, di ricordare ciò che è accaduto nella nostra città durante la seconda guerra mondiale. Tenere una conferenza in una scuola superiore, rivolta alle classi V, a ragazzi prossimi al diploma e che saranno il futuro della nostra società è molto importante affinché si conoscano meglio le dinamiche e le storie che ci sono dietro il tragico evento e per ricordare quanto importante fu la città di Foggia e l’intera provincia per la coalizione Alleata. Il capoluogo Dauno ricoprì un’importanza strategica fondamentale per l’avanzata verso Roma, una delle città del sud più bombardate, l’argomento sarà analizzato con un interessante viaggio tra foto, fonti e documenti esclusivi.
Porteranno i saluti il preside dell’istituto prof. Raffaele Zannotti, la prof.ssa M. Patrizia Fusilli, Funzione Strumentali Eventi e Cultura, il prof. Leo Rotundo, docente presso la scuola ‘B. Pascal’ appassionato di storia e ideatore del sito ‘Foggia in Guerra’, e il prof. Raffaele Identi, direttore del giornale scolastico ‘Il Sottosopra’.

Palazzo Trifiletti, lo stiamo perdendo

Apr 15th, 2013 Postato in Iniziative | Commenti disabilitati su Palazzo Trifiletti, lo stiamo perdendo

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CLICCA QUI per firmare la petizione per salvare palazzo Trifiletti

 

Articolo di Carmine de Leo da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ del 6 maggio 2012

Rassegnati i foggiani si sono abituati all’inarrestabile scomparsa delle testimonianze della loro storia; nell’Ottocento scomparvero varie chiese e conventi soppressi e poi distrutti dall’incuria, negli anni Venti del ‘900 furono abbattuti altri antichi edifici e le chiese di Santa Lucia, San Michele e San Lazzaro, oltre al convento del SS. Salvatore; i bombardamenti fecero il resto distruggendo i Conservatori della Maddalena e di Santa Teresa, la Taverna dell’Aquila, la Pianara ed altri antichi edifici.

Quel che resta della nostra identità storica dovrebbe quindi essere considerato come un bene ancora più prezioso ed avere quindi un’attenzione maggiore da parte della città, ma non è così: la lezione della storia non è servita. Il furto della nostra identità continua ed ecco che qualche anno fa è stato distrutto l’antichissimo Arco di San Michele con gli attigui palazzi storici dei Pisani-Poppa e De Angelis. Proprio nelle vicinanze dell’arco di San Michele, con prospetto su Corso Garibaldi, si erge, forse ancora per poco, la decorosa facciata del palazzo Giovene, antica dimora gentilizia di questo casato di origine partenopea presente a Foggia già verso il Settecento.

L’arma di questo casato era affrescata sulla volta dell’androne d’ingresso di tale palazzo: d’azzurro con un albero al naturale tenuto da due leoni d’oro controrampanti ed affrontati come conferma il Cadida-Gonzaga nei suoi studi sulla nobiltà meridionale. Frazionata la proprietà dell’edificio, essa passò in seguito ad altre minori famiglie, fra cui i Trifiletti, nome con cui è indicato il palazzo. alcune foto degli anni ’70-’80 confrontate con lo stato attuale dell’edificio, illustrano il lento ed inarrestabile declino di questo antico edificio. Negli ultimi decenni, nonostante nel 1984 fosse stato posto sotto vincolo dal Ministero dei Beni Culturali, sono scomparse dall’androne dell’edificio una graziosa edicola devozionale dedicata alla Madonna ed alcune preziose teste equine di bronzo anellate, utilizzate un tempo per agganciarvi le redini dei cavalli.

Trafugate anche le vecchie serrature e gran parte delle decorazioni a forma di gigli del maestoso portone d’ingresso, la corte dell’edificio si presenta oggi come una discarica a cielo aperto, mentre i tetti ormai sfondati, mostrano dall’alto i vecchi ambienti della costruzione e permettono alle intemperie di continuare l’azione di distruzione dell’edificio ormai disabitato perché pericolante. Come un malato terminale il palazzo Giovene aspetta di crollare definitivamente e solo di rado, qualche sussulto, rimorso delle nostre coscienze, ci ricorda che andrebbe salvato con citazioni e comunicati che, fino ad ora sono rimasti inascoltati. Come per l’arco di San Michele, piangeremo anche in questo caso lacrime di Coccodrillo?

Carmine de Leo

Abbiamo effettuato un sopralluogo per renderci conto in che condizioni versa ora la struttura che è in stato di totale abbandono. Ogni giorno che passa, ogni pioggia, ogni giornata ventosa è un macigno che schiaccia sempre più quella che una volta era una signorile struttura. Il portone d’ingresso murato, una porta inferriate saldata tra i mattoni e il portone in legno semi aperto lasciano intravedere l’interno, tra sporcizia e rifiuti di ogni genere, salta alla vista una grande scalinata abbracciata da due colonne, un albero è cresciuto all’interno del piccolo cortile e le porte di quelle che una volta erano le stalle ora sono in balia della corrente. Di seguito una breve galleria fotografica su Palazzo Trifiletti.

 

Ralph de Palma, l’uomo più veloce del mondo.

Apr 5th, 2013 Postato in Storie | Commenti disabilitati su Ralph de Palma, l’uomo più veloce del mondo.

images (6)Ralph De Palma (Biccari, 19 dicembre 1882 – South Pasadena, 31 marzo 1956) al secolo Raffaele, è stato un pilota automobilistico statunitense, considerato uno dei più grandi piloti della storia, partendo da Biccari e genitori originari di Troia, paese in provincia di Foggia ha esportato il nome della capitanata in giro per il mondo e negli States, luogo che lo ha consacrato quale mito dell’automobilismo mondiale.

Il suo nome è stato inserito nella Automotive Hall of Fame dal 1973 e alla International Motorsports Hall of Fame dal 1991. Detiene il record di 2557 vittorie su 2889 gare cui partecipò, come il record mondiale di velocità (241 km/h nel 1919, come la vittoria alla 500 miglia di Indianapolis nel 1915 e l’epica partecipazione a quella del 1912, come i grandi duelli con Barney Oldifiel. Ralph De Palma si è, inoltre, misurato per provare la sua velocità, facendo gare anche con gli aeroplani. Due volte campione nazionale degli USA e due volte per il Canada.

L’episodio a cui comunque si ritorna alla memoria quando si pensa a questo pilota è quello relativo alla 500 Miglia di Indianapolis del 1912 quando, dopo aver guidato la corsa per 196 giri, a due giri dal termine incorse in un’avaria meccanica alla sua vettura; a questo punto, con l’aiuto del suo meccanico, De Palma spinse a mano l’auto fino alla linea del traguardo nel tentativo di potere in ogni caso essere classificato.

Ralph cominciò ad aiutare il padre nella barberia di famiglia, poi lavorò come pony express di un negozio di frutta e verdura. La bicicletta diventò la sua prima grande passione e nel 1899 egli vinse la sua prima gara ciclistica. Nel 1902 esordì nel ciclismo professionistico; le gare si svolgevano allora al chiuso di un velodromo con piste in legno e curve molto inclinate.De Palma esordì nella carriera automobilistica nel 1908, e la concluderà nel 1934. Il campione italo-americano guidò le auto delle migliori ditte dell’epoca: Fiat, Mercer, Simplex, ma legò il suo nome soprattutto alla Mercedes. Partecipò alle mitiche corse di Vanderbilt Cup, alle 500 miglia di Indianapolis, al Gran Premio di Francia. Indianapolis, a quasi un secolo di distanza, colpisce l’immaginario collettivo degli appassionati per alcune epiche gesta che l’hanno segnata fino a consacrarla definitivamente come il Tempio della velocità.

Ralph de Palma abbinò il suo nome a questa corsa, lunga e massacrante, sin dalla seconda edizione, quella del 1912, vincendo l’edizione del 1915. Quando gli Stati Uniti entrarono nel primo conflitto mondiale, tutte le attività sportive agonistiche vennero sospese. De Palma si arruolò nell’aviazione, dopo aver conseguito il brevetto di pilota a Daytona. Dopo la guerra, nel 1919, ritornò in questa città alla guida di una potentissima Packard 905 bianca, la mitica vettura con motore V12 su auto prodotte in serie. Sulla sabbia di Daytona Beach, toccò la fantastica velocità media di 149,87 miglia orarie (oltre 241 km all’ora). Divenne l’uomo più veloce del mondo!Ralph De Palma riposa oggi all’Holy Cross Cementery di Culver City, nei pressi di Los Angeles, in California. Sulla lapide della sua tomba compaiono solo gli anni di nascita e di morte: 1882 e 1956. L’epigrafe ricorda “il campione automobilistico prediletto vincitore della corsa di Indianapolis del 1915 (Bloved automobile racing champion 1915 Indianapolis speedway winner)”.

 

Contibuto comune.biccari.fg.it