Crea sito

La guerra a Foggia, Fonti e Documenti.

Mar 28th, 2013 Postato in Iniziative, Memoria | Commenti disabilitati su La guerra a Foggia, Fonti e Documenti.

locandina 26-3-13 conferenza La guerra a Fg-Museo CivicoGrande successo per la conferenza tenutasi presso il Museo Civico di Foggia dal titolo ‘La guerra a Foggia – Fonti e Documenti’. Alla presenza della direttrice del Museo, dott.ssa Gloria Fazia, del Cons.re Naz.le Nastro Azzurro Lorenzo Brunetti e del presidente degli Amici del Museo avv. Domenico di Conza, Carmine de Leo ha illustrato attraverso fotografie originali dell’epoca, documenti e stralci di giornale il periodo dalla prima guerra mondiale fino all’occupazione alleata.

I DOCUMENTI- Il de Leo ha mostrato durante il suo intervento quanto fosse importante per Foggia il Gino Lisa, che per gli alleati fu il punto di riferimento per addestrare nuovi piloti, ‘The foggiani group’ erano soprannominati, la scuola di volo di Foggia era tra le migliori e più avanzate, troppo facile quindi il confronto con il presente, oggi dopo varie battaglie l’aeroporto civile è chiuso, è stato tutto trasferito a Bari, il monumento che salutava i viaggiatori all’ingresso della struttura, ‘Ali sospese’, simbolo dello stesso aeroporto ora è abbandonato tra le campagne, nella terra, coperto da un cumulo di stracci. Si ritorna a 70 anni fa, alla guerra, che ufficialmente colpisce l’Italia meridionale già nel 1941 anche se la popolazione civile di poco si accorge. L’obiettivo è quello di mettere in ginocchio tutta la Puglia tagliando l’acqua, un gruppo di paracadutisti alleati hanno l’obiettivo di far saltare il ponte sul Tragino, servono diversi chili di esplosivo, perchè in cemento armato, la missione pericolosissima non è quindi compiuta per mancanza di attrezzatura necessaria e quindi tutti corrono verso il fiume Sele dove ad attenderli doveva esserci un sommergibile che non è mai partito, furono tutti fatti prigionieri. Arriviamo al 1943, le foto strazianti della devastazione delle bombe, la città distrutta, poi l’arrivo degli alleati, un’interessante raccolta di documenti da parte di Carmine de Leo che ha fornito indicazioni sugli archivi nei quali è possibile reperire il materiale, bisogna avere tanta passione e pazienza per ricercare.

LA STORIA E LE NUOVE GENERAZIONI- Tocca a Vincenzo Saponaro, 22enne studente universitario ed appassionato di storia, amministratore del sito web Foggia in Guerra interviene durante la conferenza al Museo Civico. La storia e le nuove tecnologie si possono conciliare, il sito messo su da Saponaro su idea del prof. Rotundo, nasce nel 2008 e subito risalta all’attenzione dei foggiani e non, fino a quel momento non esisteva un sito web eclusivo sull’argomento. Coma ha affermato Saponaro, ‘il sito è di proprietà della collettività, i documenti e le foto presenti vengono tutti dalle vostre storie’. Molto interessante è la sezione Testimonianze. Saponaro ringrazia anche i suoi preziosi collaboratori soprattutto per la pagina Facebook, Giuseppe Capolongo e Tommaso Palermo per aver fornito molto materiale e indicazioni storiche, Roberta Mastroluca per la diffusione della pagina e degli articoli, Carmine de Leo e Salvatore Aiezza peril materiale messo a disposizione per il sito. Una carrellata di foto dell’epoca soffermandosi sui protagonisti, Madleine Carroll, Padre Odorico Tempesta, Padre Agostino Castrillo, il dott. De Mita, Mons. Fortunato Maria Farina, don Mario Aquilino, gente che si è prodigata per dare manforte durante la tragica estate che ha colpito la città di Foggia dall’alto. Poi la foto della ‘fuga’ della Madonna dei sette veli, portata a San Marco in Lamis nell’agosto 1943, la città è abbandonata, i foggiani non hanno neanche la loro patrona. Distruzione e morte fino a settembre, quando arrivano gli alleati che dopo averli bombardati portano ordine, spicca la figura del maestro Garofalo che con la sua musica allegra fa divertire gli ufficiali. ‘I nostri nonni hanno ricostruito una città ridotta ad un cumulo di macerie, trasformandola in un centro importante per il sud e per l’Italia intera, oggi siamo sprofondati agli ultimi posti come vivibilità, dobbiamo raccogliere le macerie economiche e risollevare le sorti di questa città dalla memoria corta.’

La scuola ‘De Amicis’ intitola un’aula al Maestro Rico Garofalo.

Mar 5th, 2013 Postato in Storie | Commenti disabilitati su La scuola ‘De Amicis’ intitola un’aula al Maestro Rico Garofalo.

426535_487944991268784_733004055_nIl Maestro Garofalo ha insegnato presso l’Istituto De Amicis per tanti anni,  lasciando valori di profonda umanità e di grande professionalità. Una delle motivazioni dell’intitolazione è la memorabile esibizione del coro  di 600 voci bianche composta da alunni di IV e V elementare dell’Istituto De  Amicis, sistemati nella tribuna dello stadio Zaccheria di Foggia,  magistralmente preparato e diretto dal Maestro Rico Garofalo, (video visibile  sul sito www.ricogarofalo.it) alla presenza del Presidente del Consiglio di Stato e di tutte le altre autorità, riscuotendo per questa ardita iniziativa,  elogi e consensi.

I giornali dell’epoca così intitolavano: “ Successo di un’ardita iniziativa;  Non è facile sincronizzare, affiatare, armonizzare e dirigere un coro di 600  alunni in esibizioni del calibro di “Va pensiero, Madama Batterfly e Inno di  Mameli”. Il messaggio e l’esempio del Maestro Rico Garofalo sono vivi nella nostra  memoria e l’intitolazione dell’aula consente anche alle nuove generazioni di conoscerlo attraverso il ricordo collettivo che l’Istituto De Amicis gli tributa.

Un riconoscimento ad una figura di spicco nel panorama musicale del dopoguerra foggiano e non solo, capogruppo della storica orchestra Parker Boys, ha partecipato a vari concorsi a livello nazionale, esibendosi anche per le truppe alleate presenti a Foggia fino al 1947. La loro musica era particolarmente gradita ai soldati, tanto da spingere il capo della Croce Rossa a scrivere un telegramma di congratulazioni al Maestro Garofalo.

Ali abbandonate, il monumento tra l’immondizia. Di Carmine de Leo

Mar 5th, 2013 Postato in Documenti, Storie | Commenti disabilitati su Ali abbandonate, il monumento tra l’immondizia. Di Carmine de Leo
Gazzetta del Mezzogiorno del 3 marzo 2013

Gazzetta del Mezzogiorno del 3 marzo 2013

La particolare morfologia della nostra provincia ha favorito nel secolo scorso la presenza di numerosi aeroporti nella pianura che circonda la città di Foggia.
Primi fra tutti lo scalo aereo di Foggia – Nord e quello di Foggia – Sud, realizzati nei primi anni del secolo scorso, quando l’aviazione in tutto il mondo ed in Italia era ancora ai primi passi.
La fortuna volse poi a favore dello scalo posto a sud della città di Foggia, quello che sorse lungo la via per Ascoli Satriano e che oggi è intitolato al pilota Gino Lisa.
Questo scalo, occupava un’area molto vasta con gli annessi capannoni, costruiti a ventaglio nei pressi del viale dell’ingresso.
Oggi, di queste vecchie strutture utilizzate poi come deposito delle autovetture della Polizia di Stato, non resta più nulla; perché quasi tutto è stato abbattuto per costruirvi un grande centro commerciale ed altri edifici.
L’aeroporto Foggia – Sud ebbe il suo momento di ribalta nella storia durante gli anni della prima guerra mondiale, quando nel 1917 e 1918, vi fu insediata una scuola di volo internazionale, che vide la partecipazione di circa 500 aspiranti piloti americani e francesi, che si esercitarono con apparecchi Farman e con i bombardieri della Caproni.
Il gruppo dei giovanissimi allievi americani fu diretto dal maggiore Fiorello La Guardia, italoamericano di origini cerignolane, divenuto poi sindaco di New York per ben due mandati.
I piloti americani, rappresentarono l’embrione delle forze aeronautiche americane e furono impegnati in azioni sul fronte del Piave nel 1918 contro l’esercito Austro-Ungarico.
Oggi, di tutta questa importante storia aeronautica della nostra città non resta più nulla, salvo gli accorati sforzi di qualche solitario ricercatore, come Iacobino e, come se non bastasse, il Gino Lisa è chiuso da molti mesi e Foggia ha perduto anche molte delle speranze di riapertura di questo scalo aereo, simbolo della sua vocazione aeronautica.
Il tempo e forse la poca conoscenza della nostra storia locale, hanno continuato a distruggere anche il bellissimo habitat in cui sorgevano le palazzine dell’aeroporto; di recente, infatti, sono stati abbattuti numerosi alberi, riducendo ulteriormente il patrimonio verde del luogo.
Inoltre, ultimo boccone amaro per molti di noi, il bel monumento al volo, realizzato dallo scultore Gianfranco Rizzi e fatto costruire nel 1970 dalla Camera di Commercio di Foggia, già posizionato nel parcheggio antistante la palazzina principale dello scalo aeroportuale, è stato rimosso ormai da tempo dal centro della piccola aerea verde in cui troneggiava e giace miseramente abbandonato nei recinti dell’aeroporto insieme a vari detriti.
La struttura di questo monumento, peraltro, in bronzo, acciaio e ferro, va restaurata con urgenza, altrimenti andrà sicuramente perduta; nonostante molti di noi foggiani hanno realizzato, soprattutto negli ultimi decenni del Novecento, le loro foto del matrimonio presso questo particolare monumento.
Storia dell’aeronautica ed emozioni, pertanto, s’incontrano nel ricordo del monumento al volo, chiamato “Ali sospese”, sperando che a qualcuno interessi questo piccola testimonianza minore del nostro passato e si impegni fattivamente per il suo recupero !