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28 maggio 1943, la prima incursione aerea su Foggia

Mag 30th, 2014 Postato in Memoria, Storie | Commenti disabilitati su 28 maggio 1943, la prima incursione aerea su Foggia

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Foto-a-colori-di-alcuni-convogli-piegati-dal-calore-delle-esplosioni.In questa settimana c’è stato il 71° anniversario del primo bombardamento sulla città di Foggia che vide interessata la zona della stazione e del campo aereo ‘Gino Lisa’ fu l’inizio di un lungo calvario per i foggiani che video crollare la loro città, le loro certezze e i loro affetti, colpiti duramente senza un perché, senza alcuna colpa diretta, colpevoli solo di vivere in un punto altamente strategico dello scacchiere europeo per l’ascesa a Berlino da parte delle forze alleate. Ogni anno sono purtroppo sempre meno i testimoni oculari di quella immane tragedia che ancora oggi hanno l’incubo ed il terrore delle bombe che si abbatterono sulla città con una violenza disarmante.

Ufficialmente l’obiettivo erano i tedeschi che avevano base appunto al ‘Gino Lisa’ ma in realtà l’obiettivo fu quello di massacrare e di far arrendere dal punto di vista fisico e psicologico la popolazione civie, il modello Harris, generale alleato non a caso soprannominato il macellaio che sulla città di Foggia sperimentò la sua tattica di guerra. Fino al 1943 gli allarmi suonarono sempre meno volte facendo convincere i foggiani di essere ormai scampati alla furia distruttiva che stava colpendo altre città in Italia, ma non fu purtroppo così. Il 28, il 30 e 31 maggio furono distrutti l’aeroporto e la stazione ferroviaria, con un complesso di un paio di centinaia di morti e tre o quattrocento feriti

La giornata del 28 maggio viene rivissuta con lucidità dal sig. Vincenzo che ci racconta: ’28 maggio 1943 ore 9.00 circa: C’è la prima incursione degli alleati nei cieli foggiani. Per noi era una cosa “nuova” eravamo ragazzi avevo 20 anni ed insieme agli altri ragazzi della mia età sognavamo di arruolarci nell’esercito per combattere sul fronte, spinti dall’ondata devastante di fascismo. Ma quando vivemmo sulla nostra pelle quell’esperienza, il sogno della carriera militare cadde del tutto. Torniamo alla storia. Ero a casa, in una casetta di campagna non lontana dal centro abitato. Mi svegliai di buon’ora, come al solito, ed ero impegnato nei campi, quando all’improvviso inizia a suonare la sirena dell’allarme. Era la prima volta che la sentivo. Tutti correvano come impazziti alla ricerca di un rifugio, ma fortunatamente le bombe cadono solo nei pressi di un aeroporto distruggendolo quasi completamente. Tutti andammo sul posto più per curiosità che per altro. Presi la mia bicicletta e corsi lì. Mi trovai davanti ad un macabro spettacolo. Tutti gli hangar erano quasi completamente distrutti, la torre radio non esisteva più, ma la cosa che mi lasciò inorridito e che ricordo come fosse ieri, fu un soldato tedesco, rimasto ucciso mentre era alla mitragliatrice contraerei. Era ancora seduto, con gli occhi spalancati di terrore. A pochi metri un piccolo cratere e il suo corpo dalla vita in giù era completamente dilaniato e macellato. E’ quella l’immagine della guerra che mi porto ancora dietro insieme a molte altre.’

Di seguito il quadro completo dei bombardamenti su Foggia:

28 maggio: prima incursione. Allarme ore 11,20-13,30 incursione ore 11,25-12,45 in due ondate con lancio di bombe dirompenti ed incendiarie da 7000 metri sull’aeroporto Gino Lisa. Aerei coinvolti 18 Liberator B24D del 343° Squadrone del 98° Gruppo Bombardieri Pesanti

31 maggio: allarme ore 12,45-14,10; incursione ore 12,45-13,30, sull’aeroporto Gino Lisa e sulla ferrovia, vittime stimate 153. Aerei partecipanti all’attacco: 125 bombardieri B17F degli squadroni 340 e 341 del 97° Gruppo Bombardieri pesanti con altri reparti.

20-21 giugno: allarme ore 23,25-0,50, attacco ore 0,44 sulla ferrovia, vittime stimate 91. Presumibilmente è intervenuto un solo bombardiere britannico Halifax

15 luglio: allarme ore 14,35 incursione ore 14,45 per 14 minuti: aeroporti di Tortorella, San Nicola, zona ferrovia e in varie zone della città, vittime stimate 1293. Aerei intervenuti 44 Liberator B 24D  degli squadroni 328-329-330-409 del 93° gruppo Bombardieri Pesanti.

22 luglio allarme ore 9,35-14,30 incursione dalle 9,35 in due ondate a distanza di 25 minuti: sulla ferrovia e sulla città, vittime stimate 7643. Aerei intervenuti 71 Fortezze volanti B.17F del 340° Squadrone (10 velivoli)  del 342° squadrone (11 velivoli)

19 agosto: allarme dalle ore 12,00 alle 15,30 incursione dalle ore 12,00 alle 13,35 in sette ondate sulla ferrovia e sulla città, vittime stimate 9581. Aerei intervenuti: complessivamente 233 bombardieri pesanti così distinti 71 Liberator B24 D del 44°, 93°, 376°, 389° Gruppo Bombardieri e 162 Fortezze Volanti B17 F dei 97°gruppo bombardieri  ed altri

20 agosto ore 0,30 sulla città, aerei intervenuti: bombardieri inglesi Halifax che lanciano 50 bombe

21 agosto ore 0,21: sulla città, vittime stimate 173

25 agosto: allarmi non effettuati a causa degli impianti distrutti, incursione dalle 9,45 alle 12,10 in cinque ondate dirette sulla ferrovia e sugli aeroporti. Vittime stimate 971. Aerei intervenuti 276 velivoli così distinti 170 caccia P38 lightening e 136 bombardieri fra Fortezze Volanti B17 F del 340° 341° e 342° squadroni del 97° Gruppo Bombardieri pesanti e Liberator B24 D del 98° e 376° Gruppo Bombardieri Pesanti ed altri.

7 settembre: obiettivi gli aeroporti, distrutti molti aerei a terra. Aerei intervenuti 123 fortezze volanti B17 F

17 settembre intera giornata: ferrovia e rete stradale, vittime stimate 168.

18 settembre: obiettivo i due aeroporti, colpiti soprattutto gli aerei a terra. Aerei impegnati 94 caccia P38 lightening. Dopo questa incursione gli Alleati ritengono compromessa la situazione degli aeroporti della Capitanata, non vi saranno più incursioni. Nove giorni più tardi i tedeschi si ritirano.

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Riapre la Chiesa dei ‘Morti’ ma è solo una goccia nel mare

Mag 4th, 2014 Postato in Memoria | Commenti disabilitati su Riapre la Chiesa dei ‘Morti’ ma è solo una goccia nel mare

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40235156Nel giorno del 69esimo anniversario della liberazione d’Italia ha riaperto, dopo trent’anni dalla chiusura e un lunghissimo restauro, la Chiesa del Purgatorio, detta comunemente ‘dei Morti’. L’edificio costruito nel 1650 prende questo singolare nome dalla confraternita ospitata all’epoca dei Bianchi o appunto dei Morti. Oggi e’ stata affidata alla comunità Magnficat Dominum e il passaggi delle ‘consegne’ e’ stato effettuato dal vescovo della diocesi Foggia-Bovino, Mons. Francesco Pio Tamburrino.
Risulta costruita su strutture ipogee, costituite da numerosi archi, sotterranei rispetto agli edifici, ma a livello con la piazza antistante il museo civico, che presenta un notevole dislivello con la principale strada del centro (via Arpi): queste strutture sono state interpretate come appartenenti al palatium dell’imperatore Federico II di Svevia, infatti la chiesa risulta costruita su di una collinnetta.

Dopo la lunga chiusura, la cerimonia per ufficializzare la riapertura e’ stata letteralmente presa d’assalto, centinaia di foggiani hanno riempito l’edificio e la piazza antistante, grande partecipazione e curiosità sintomo di voglia di cambiare, voglia di rinascere, siamo un popolo che ha ricostruito un’intera città in poco meno di vent’anni, e all’epoca era appena terminata la guerra, oggi, invece con tanti mezzi in più a disposizione permettiamo che una struttura di quel calibro storico resti in stato di semiabbandono per trent’anni, sorte simile, anche se con contorni totalmente differenti, sta toccando al prezioso Teatro Giordano, ormai pronto da diversi mesi ma ancora chiuso al pubblico.
Purtroppo per una struttura che riapre altre chiudono, parliamo della Fiera dell’agricoltura, secondo molti si è giunti all’ultima edizione, il quartiere fieristico e’ in funzione solo due settimane all’anno e non manca il degrado anche qui. Una delle più grandi e visitate fiere del sud Italia sembra giunta al capolinea. Altri scempi della cultura sono il Teatro Mediterraneo con annessa piscina olimpica in stato di totale abbandono e la recente notizia della riduzione dell’orario di apertura della Biblioteca Provinciale, punto di riferimento per centinaia di giovani che utilizzano i testi custoditinella struttura per approfondire gli studi. Lo stesso sito foggiainguerra.it di proprieta’ di chi vi scrive, e’ pieno di documenti preziosi provenienti proprio dalla Biblioteca Provinciale. E’ partita una petizione sul web per opporsi a questa decisione clamorosa, vi invitiamo a sottoscriverla.

Questa città o meglio, gli amministratori del capoluogo dauno sembrano aver dimenticato il passato glorioso che sembrava spalancare le porte ad un avvenire da città protagonista e capitale economica del meridione, purtroppo così non è stato ma i cittadini hanno voglia di cambiare, voglia di rinascere, e perché no, voglia di tornare indietro.

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