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La ‘storia dimenticata’. La linea ferroviaria “Foggia-Benevento”

Lug 16th, 2013 Postato in Documenti | Commenti disabilitati su La ‘storia dimenticata’. La linea ferroviaria “Foggia-Benevento”

24051905Qualche giorno fa mi sono recato a Benevento per alcuni servizi. Purtroppo ho dovuto prendere un autobus perché i treni regionali che collegano i due capoluoghi sono oramai scomparsi da tempo. Ho preso l’autobus con grande tristezza, ricordando i tempi nei quali frequentando l’Università di Napoli, quando non si faceva in tempo a prendere il “Rapido”, odierno Eurostar, dovevamo prendere l’espresso o il diretto che, però fermavano in tutte le stazioni che attraversavano la linea da Foggia a Caserta. Ebbene, durante il breve viaggio mi sono venute in mente alcune considerazioni su quella che era ed è stata, sino a pochi anni fa, una delle tratte, storicamente, più importanti d’Italia: la Foggia- Benevento. Le riporto, a “futura memoria” affinché le nuove generazioni sappino dello “scempio” che negli ultimi decenni si è compiuto e si sta compiendo alle e sulle spalle della nostra città ed abbino più consapevolezza e voglia di combattere affinché Foggia torni ad essere una “Grande” città.

Di una ferrovia che congiungesse Tirreno e Adriatico si iniziò a parlarne già dagli albori del 1800. A metà di quel secolo, la Napoli Caserta era già realtà e restava da unire Foggia, che per la sua posizione geografica era ideale per congiungere i due mari, a testimonianza dell’importanza che nel futuro avrebbe assunto nel panorama dei trasporti ferroviari, la stazione del capoluogo dauno, con Benevento. Vennero presentati una serie di progetti e, solo ne 1862/63 venne prescelto il tracciato che da Benevento passava per Ariano sino a Foggia.

La tratta venne inaugurata nel 1870 (il 26 maggio) ma già in precedenza piccoli tratti erano stati inaugurati e funzionavano regolarmente. Divenne cosi’ realtà superare i monti dell’Appennino che divide la Puglia dalla Campania. Per attraversare i tortuosi monti appenninici, occorreva peraltro pagare un dazio che venne abolito, insieme ad altri dazi, solo da una Legge ( la nr.238 del 22 giugno 1902 pubblicata sulla G.U. del Regno d’Italia, nr 152 dello stesso anno,) firmata dai deputati: Zanardelli, Balenzano, Bacelli e Di Broglio.

La linea “Foggia Benevento” fu anche la prima, in Italia, dove venne sperimentata, negli anni 20, l’utilizzo della corrente continua a 3000 volts, anziché quella trifase. La sperimentazione ebbe esito positivo e venne estesa in tutta la nazione.

Collegata regolarmente con treni locali, ( prima si chiamavano “accelerati o cento porte”) diretti, espressi ecc, la linea era assiduamente frequentata specie da lavoratori pendolari che erano soliti prendere i treni di primissimo mattino per recarsi a lavorare in uno dei vari Paesi serviti dalla linea ferroviaria o, viceversa, da persone che provenivano da quei centri per recarsi a Foggia o Benevento per lavoro. Ma anche molti studenti si recavano dai piccoli centri attraversati dalla linea ferroviaria a quelli più grandi dove c’erano le scuole superiori. Molti dei Comuni che avevano la stazione, sarebbero letteralmente rimasti tagliati fuori dal resto del Paese se non ci fosse stata la strada ferrata. Le fermate, a quel tempo, erano davvero tante: Cervaro, Ponte Albanito, Troia-Castelluccio, Bovino, Orsara, Panni-Montaguto – Savignano, Ariano, Castelfranco. Questa linea, com’è facile da immaginare, svolgeva dunque, oltre alla sua normale destinazione di trasporto passeggeri e merci, anche una grande opera sociale e di integrazione tra i vari territori che attraversava e congiungeva ai capoluoghi di provincia; in occasione di calamità naturali si è dimostrata l’unica via percorribile per i soccorsi. La linea Foggia Benevento è stata completamente abbandonata dal traffico locale e, dalla fine del 2010, non c’è più alcun treno locale che colleghi Foggia a Benevento, mentre vi transitano gli intercity e le varie “frecce” dirette a Lecce o Roma che, ovviamente fermano solo nei due capoluoghi, mentre tutto il restante traffico è oramai affidato al trasporto su gomma.

Negli archivi storici della Camera dei Deputati è presente un interessantissimo e unico documento, redatto a mano e trascritto dagli stenografi del Parlamento: si tratta della proposta di Legge presentata il 27 giugno 1862 dagli Onorevoli: Nisco, Spaventa ed altri per: “La costruzione e l’esercizio di una strada ferrata da Capua a Termoli, con diramazioni a Piedimonte ed a Foggia” In particolare (art.1) era previsto il ramo che da “Benevento arrivi a Foggia per il circondario di Ariano”che, come abbiamo visto fu poi quello prescelto per la linea definitiva.

Salvatore Aiezza ( scrittore e docente università del crocese)

Proposta di legge linea foggia benevento

gazzetta ufficiale Regno d’Italia

Regia Masseria Pantano, l’ennesimo scempio foggiano

Lug 1st, 2013 Postato in Documenti, Memoria, Segni sul territorio, Storie | Commenti disabilitati su Regia Masseria Pantano, l’ennesimo scempio foggiano

E’ un caldo sabato pomeriggio, i foggiani o sono in casa o al mare in cerca di frescura, le strade sono deserte, una leggera brezza sfiora le foglie degli alberi, decido di fare una chiacchierata con Maurizio Pagliara, co-amministratore della pagina, dopo aver scambiato quattro chiacchiere mi porta in un quartiere alla periferia di Foggia, le strade sono ben tenute, ci sono tante villette di recentissima costruzione, sembra un posto tranquillo, quando in fondo alla strada si scorge chiaramente, tra le sterpaglie alte, una costruzione, si tratta della Ragia Masseria Pantano, ‘appartenuta a Federico II attorno al 1240, veniva usata come luogo di riposo e di caccia, vi erano scuderie di cavalli, fontane e si tenevano serate con fuochi pirotecnici.’

Oggi è poco più che un rudere, la recinzione in un tratto è stata abbattuta, alti arbusti circondano la zona quasi nascondendo la struttura, gli archi a volta sono in pessimo stato di conservazione e si iniziano a vedere i primi crolli con macerie e materiale di risulta riversato all’interno della struttura, una discarica a cielo aperto la circonda, e a poche decine di metri ci sono le nuove abitazioni. Gli arbusti secchi, l’incuria e il degrado potrebbero far crollare definitivamente la già fatiscente struttura in seguito ad un incendio o a eventi naturali come forti piogge e vento. Tra l’altro in quella zona è stato ritrovato un grande villaggio Neolitico ma le ruspe non si sono fermate per costruire un nuovo quartiere a ridosso della storia.

Ci facciamo coraggio e decidiamo di attraversare il tratto di recinzione abbattuto, ci facciamo spazio a fatica, il terreno è scosceso, pieno di detriti e la sterpaglia secca di arriva all’avambraccio. Non entriamo nella struttura poiché pericolante ma scorgiamo quella che era la scuderia, i vari ambienti tra cui uno scantinato. ‘Meglio andare via in questa struttura c’è un pozzo di tre metri di profondità e vista questa condizione sarebbe difficile vederlo’ mi avverte Maurizio, scattiamo qualche foto da un lato affascinati per il luogo ricco di storia dall’altro schifati per lo stato in cui versa. Prima di uscire dalla recinzione sentiamo un rumore dietro di noi, ci voltiamo, è un grosso serpente nero, forse una biscia che si fa strada nel terreno, acceleriamo il passo e ci dirigiamo verso la strada. Testimone di quasi tutta la storia di Foggia, sembra che gli resti poco da vedere se non si effettuano immediati interventi.