C’è qualcuno che si ricorderà di quasi ventimila morti nel bombardamento di Foggia? Lo dico con la pietas nel cuore, senza alcuna passione militante, senza nemmeno un filo di livore. Lo dico anche per fatto personale. Mia madre mi raccontava che era lì, incinta di mio fratello, nella stazione di Foggia, quando cominciò l’uragano di bombardamenti. Riuscì a salvarsi perché, a suo dire, un angelo misterioso, la prese per mano e la condusse in un rifugio, subito dopo dileguandosi. Capisco che sull’orlo estremo della vita, ci sovvengono immagini che magari sono frutto di metafisiche illusioni. Ma lei si salvò, mentre a pochi metri bombardavano un ospedale dove erano ricoverati centinaia di bambini provenienti da tutta la provincia. Morti, sterminati. Massacri così non se ne sono visti neanche in Irak
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